GLI ORATORI

( Dai ricordi popolari )
Il vecchio Oratorio maschile, che fu arricchito della sala cinematografica , era situato nella Via Annoni ed era intitolato ai Del Majno. È sorto all’inizio degli anni ’30 col Parroco Don Luigi Casarico.
L’Oratorio maschile attuale è il ” Centro della Gioventù, grosso complesso edilizio con un cineteatro ampio ed efficiente che è stato inaugurato nel 1967 . L’ ha fatto nascere il Parroco don Felice Riva.
Oltre alle sale per il Catechismo, ci sono, la cappellina, il piccolo bar nella sala giochi, la direzione ed un porticato efficiente e capace.Il complesso del cineteatro, che si affaccia in Via San Luigi, è dotato di uno spazio idoneo per i giochi ed un campo di calcio attrezzatissimo dove si giocano partite importanti ad alto livello ludico. Il cineteatro si chiama ” Arcobaleno ”
Negli anni ’90 l’attuale Parroco Don Claudio Galli l’ha fatto restaurare in modo radicale dotandolo di tutte le attrezzature tecnologiche necessarie per concerti e rappresentazioni di alto valore. È in programmazione, con esecuzione a brevissimo termine, anche la ristrutturazione di tutto l’edificio con le migliorie necessarie ad una fruizione più idonea ai tempi sia da parte dei bambini che frequentano il Catechismo e l’Oratorio sia da parte degli adulti, genitori e non, che vogliano aiutare i ragazzi a crescere nella loro vita di cittadini onesti e di cristiani autentici ed anche a godere momenti di svago e di serenità.Inutile dire che l’Oratorio ha, ed ha sempre avuto, una seria funzione religiosa e sociale.

IL CIRCULIN – COMPLESSO ACLI

La creazione delle A. C. L. I. a Motta è stata voluta dal compianto Don Antonio Fustella che è stato Parroco nella Parrocchia mottese dal 1948 al 1955 che è diventato Vescovo nel 1960, è stato eletto Vescovo di Todi e poi di Saluzzo All’inizio degli anni ’50, essendo molto sensibile ai problemi sociali,oltre ad efficienti iniziative a favore dei lavoratori, ha voluto fondare l’Associazione Cristiana Lavoratori Italiani costruendo, sull’area del beneficio parrocchiale, un palazzetto con bar e sale di adunanza e di ritrovo, dedicato a San Giuseppe Lavoratore. Il complesso è dotato di una parte del vecchio giardino annesso alla casa parrocchiale che serve ai frequentanti del bar specie d’estate. Ha avuto parecchie trasformazioni lungo gli anni anche con Don Renato Mariani ed è fruito pure al presente da molte persone, pensionate o ancora in forza di lavoro. Si chiama ” Circulin “ossia ” circolo” ritrovo

LE MARCITE

Motta non è terreno di marcite tanto estese perché è situata sui dossi argillosi in cui non ci sono le “risorgive”. Queste sono polle d’acqua che sorgono dal defluire di quei corsi sotterranei che, per la presenza di strati di argilla sottostanti ed inclinati per l’ inclinazione naturale della pianura, fuoriescono improvvisamente .Il rialzo “improvviso ” dell’argilla che non è uno strato piatto ma subisce ondulazioni varie, impedisce il corso dell’acqua stessa L’acqua trova una barriera ed è spinta verso l’alto, nello strato meno denso della terra coltivata o comunque più friabile Le marcite, però, derivano anche dalle Rogge ricche d’ acqua e che sono presenti e generose nel territorio ma, per questo, erano poche. Ora sono sparite del tutto .
“La marsciiv dal Barchet ” era tra la Statale 526 davanti al Passatempo fino a Via Molini (oltre a Via Pastore)
“Al Marscidon era situato più o meno in Via Carducci e Martiri della Libertà, ossia dalla Circonvallazione a Via Cavour .
“Al Marscidin ” a cavallo di Via Risorgimento, tra Via Vigevano e Via Molini

LE ROGGE E I FOSSI

Le “Rogge ” sono corsi d’acqua manufatti che fino alla fine del ‘ 900 sono stati sempre ” pieni ” ossia hanno sempre avuto l’acqua perché fino a quel tempo, si sono coltivati i prati e non solo i campi. I campi danno il raccolto stagionale invece i prati devono dare l’ erba, sempre, anche nelle stagioni di mezzo. Le stalle di allora erano ricche di bestiame che continuamente aveva bisogno di erba e sarebbe stato pericoloso privare la zona agricola di quel bene prezioso. Ora le Rogge hanno l’acqua soltanto dalla primavera all’ estate per la coltivazione specie del granoturco e la cura dei pioppeti.Altro motivo delle Rogge perenni era l’uso domestico dell’acqua – L’acquedotto è sorto cinquant’anni fa ma prima si andava a fare il bucato ” a la ruung ” con la carriola. Le mandrie delle mucche che, in autunno, finite le fienagioni, si lasciavano andare a brucare nei prati, si abbeveravano alle rogge . Il Marascin aveva delle tavolette lungo gli argini su cui si inginocchiavano le donne a lavare e le aveva pure il Gambirone solo nel tratto del Passatempo . La distribuzione dell’acqua seguiva “al ruääv” ossia il giro del prezioso liquido programmato dal “Consorzio Roggia Maina”: Ogni proprietario poteva fruire dell’acqua ogni quindici giorni, dietro pagamento di una quota, e secondo i ” minuti ” accordati per ogni singolo appezzamento. Quando arrivava nei “fossi” entrava dalla “tuumb” cioè dal passaggio sotto la strada o altro ed era imprigionata tra i due “incastri “, le porticine che il proprietario alzava o abbassava, affinché raggiungesse la altezza sufficiente per lasciarla defluire nei prati adiacenti dalle bocchette, o incavi.

Le nostre Rogge sono:

La Maina – creata dai Del Maino nel ’400 e derivante dal Naviglio di Bereguardo. Esce dalla Bocca Maior di Fallavecchia e finisce alla Caiella ancora nel Naviglio.Questo, a sua volta, nasce dal Naviglio Grande a Castelletto di Abbiategrasso e finisce nel Ticino verso Pavia. Passa a fianco della Cascina presso il Molinetto – località vicina a Besate – e tocca il Molino Campagna ed il Molino Peschiera.

Il ” Läncs ” è in quel tratto una sua diramazione come lo è pure ” al Marascin” che passa tra la Via Vigevano e la Via Molini, la percorre tutta e costeggia tutta la Via Circonvallazione fino all’ uscita del paese.
Dopo aver incrociato l’altra Roggia, il Gambirone, vi passa sopra al Ponte Santa Croce e vi passa sotto al Ponte delle Monache poi si divide in due rami principali. Uno va verso i Campacci, ossia a Est, alla Circonvallazione, nei terreni della Bell’Italia e si divide dove c’è la Casa di Riposo: un ramo va alla Caiella, percorre la Via Don Casarico ed esce da Motta: l’altro ramo passa tra la Via Ada Negri e la Via Pascoli e percorre la Via del Cavo fino al Cimitero e i prati ” le Bigolle ” Il ramo che va ad Ovest si divide in due parti. Una diramazione va a San Rocchino, prima del Gambirone e bagna i Camplö proseguendo verso la Sguisär.La seconda diramazione passa sopra il Barchetto, va a San Rocchino, attraversa la Via Valle, attraversa la Via San Giovanni, la costeggia, attraversa la Via De Gasperi, la costeggia, va in Via Matteotti, la costeggia, arriva in Via Pace e in Via Ticino, raggiunge Via Don Minzoni, percorre la Via Piave e finisce presso Zelata e Bereguardo.

Il Gambirone – nasce a Calvignasco dal Naviglio e dalle risorgive, attraverso la Via Molini e la Statale 526 per Besate, va al Passatempo e in Via Valle poi in Via San Giovanni e in Via Matteotti e giunge in parallelo in Via De Gasperi. Passa poi nelle vicinanze del Campo Sportivo, scorre verso la Maina, la località di via Don Minzoni e prosegue per la Zelata.

Il Cavo Cantù – Viene da Besate, bagna le terre della Villa Osculati chè è la costruzione vicino alla Cascina Agnella, e un suo ramo raggiunge Via San Giovanni ” al Co di Urucc ” che costeggia quasi fino a Via De Gasperi

LO STEMMA COMUNALE

Lo Stemma Comunale del Comune di Motta Visconti è raffigurato da uno scudo recante, nella prima metà, in senso verticale, dal “Biscione” dei Visconti in campo argenteo e molto chiaro e nella seconda, da due spade incrociate – a croce di Sant’Andrea – in campo rosso. Sopra ha una corona turrita e sotto due ramoscelli che si sovrappongono alla base, il primo di ulivo ed il secondo di quercia.Lega i due steli un nastrino tricolore. Il Biscione dei Visconti ha una esatta spiegazione ed un motivo noto: i Visconti sono stati per lungo tempo, i feudatari del paese ma le spade incrociate derivano, anche a ricordo di padre in figlio, dalle continue scorribande o passaggi o scaramucce di eserciti italiani o stranieri attraverso i secoli.
Dall’Archivio parrocchiale si apprende che anche nel ’700 passò l’Armata di Spagna condotta da S. A. R. Don Filippo di Spagna con 5.000 uomini che alloggiarono in tutte le Chiese ( cosa che ha obbligato ad una benedizione di purificazione )In altra data dell’anno successivo si scontrarono a Motta, gli Ussari tedeschi ed i Dragoni spagnoli. Se leggiamo Palestra sappiamo che, sempre in quel periodo, passarono le truppe spagnole ed austriache. Quest’ ultima nota il Palestra l’ha tratta dall’ Archivio parrocchiale di Castrate La domanda per lo Stemma è stata scritta nel 1931 ma il Decreto risale al 1933. È firmato dal Re Vittorio Emanuele I I I ed è sottofirmato da Benito Mussolini

Il testo:
“Ci piacque con Nostro Decreto in data sei luglio millenovecentotrentatre – X I E. F. concedere al comune di Motta Visconti la facoltà di usare uno stemma comunale. Ed essendo stato il detto Nostro Decreto registrato, come avevamo ordinato, alla Corte dei Conti e trascritto nei registri della Consulta Araldica e dell’Archivio di Stato in Roma, Vogliamo ora spedire solenne documento della accordata grazia al Comune concessionario.
Perciò, in virtù della Nostra Autorità Reale e Costituzionale, dichiariamo spettare al Comune di Motta visconti in Provincia di Milano, il diritto di fare uso di uno stemma comunale miniato nel foglio qui annesso e descritto come appresso; Partito: il primo alla biscia viscontea: il secondo a due spade incrociate in decusse. Ornamenti esteriori da Comune. Dichiariamo inoltre che di tale provvedimento sia presa nota nel Libro Araldico degli Enti morali. Comandiamo poi alle Nostre Corti di Giustizia, ai Nostri Tribunali ed a tutte le Potestà civili e militari di riconoscere e di mantenere al Comune di Motta Visconti i diritti specificati in queste Nostre Lettere Patenti, le quali saranno sigillate con Nostro Sigillo Reale, firmate da Noi e dal Capo del Governo, Primo Ministro Segretario di Stato, e vedute alla Consulta Araldica.
Date a Roma, addì ventinove del mese di gennaio dell’ anno millenovecentotrentaquattro, trentesimoquinto del Nostro Regno.”
F.to Vittorio Emanuele – Mussolini

I SINDACI

I registri di Stato Civile e di anagrafe e tanti atti dell’amministrazione civile, iniziano, nei Municipi, dopo l’Unità d’Italia (1861).
Il primo registro dei nati a Motta è del 1866 e vi troviamo sindaco il Cav. Cesare Corbella. E’ probabile, tuttavia, che fosse già primo cittadino da qualche anno. Quindi, dagli atti d’ufficio risulta quanto segue:

Cav. Cesare Corbella dal 1866 al 1891
Baj Primo dal 1892 al 1910
Dott. Lodovico Scolari dal 1910 al 1911
Schieroni Ambrogio dal 1911 al 1913
Locatelli Paolo dal 1913 al 1914
Negri Giovanni dal 1914 al 1917
Tacconi Osvaldo dal 1917 al 1920
Possi Bernardo dal 1920 al 1922
Friggi Agostino dal 1923 al 1926
Baj Giuseppe Podestà dal 1926 al 1935
Parabiaghi Angelo Podestà dal 1935 al 1939
Cav. Impertrice Raffaele Podestà dal 1939 al 1943
Aloni Giuseppe Commissario Prefettizio dal 1940 al 1941
Tacconi Francesco Commissario Prefettizio dal 1941 al 1943
Tacconi Francesco Podestà dal 1944 al 1945
Possi Bernardo dal 1945 al 1946
Nidasio Santo dal 1946 al 1951
Turri Innocente dal 1951 al 1960
Palestra Comm. Angelo dal 1960 al 1965
Andreoni Dott. Giovanni dal 1965 al 1967
Conti Cav. Arialdo dal 1967 al 1970
On. Andreoni Dr. Giovanni dal 1970 al 1990
De Giovanni Dr. Roberto dal 1990 al 1993
Faedi Dr.ssa Daniela Commissario prefettizio dal 1993 al 1994
De Bernardi Rinaldo dal 1994 al 1998
Bertolazzi Giovanni dal 1998 al 2002
Vecchio Rosanna dal 2002 al 2004
Nuzzi Dr.ssa M. Carmela Commissario Prefettizio da Febbraio a Giugno 2004
Cazzola Laura dal 2004 al 2014
De Giuli Primo Paolo dal maggio 2014

CENTRO CIVICO “CINZIA RAMBALDI”

Negli anni ’20 i mottesi avevano costruito un luogo di ritrovo sociale nella odierna Via San Giovanni chiamato ” Cooperativa di consumo” : si diceva, infatti, ” la cuperativa “.Nel 1936 diventa la Casa della G I.L ossia Gioventù Italiana Littorio ed è gestita anche dall’ O. N. B. ( Opera Nazionale Balilla )Serviva per le rappresentazioni teatrali delle Scuole e dopo la guerra, ospitò la prima sala cinematografica del paese seguita, dopo poco, dal ” salone ” del cinema dell’Oratorio Del Maino. Dopo gli anni ‘ 70 ha ripreso il suo ruolo di sala di riunioni e di spettacolo, ha ospitato la Biblioteca comunale e si è chiamata” Centro civico “. Ora ha ripreso la sua ospitalità culturale e sociale dopo una importante ristrutturazione.
Il giorno 8 marzo 2008, in occasione della festa della donna, l’Amministrazione Comunale di Motta Visconti ha intitolato il Centro Civico alla memoria di Cinzia Rambaldi, dipendente del Comune di Motta Visconti scomparsa durante il tragico crollo della Casa di Riposo per Anziani avvenuto il 14 luglio 1994.

CURIOSITA’

Ada Negri, la poetessa di Lodi, ha iniziato a Motta il suo insegnamento nella Scuola Elementare e vi è rimasta dal 1888, quando aveva diciotto anni, al 1892. La sua aula era nel coro della chiesa di San Rocco e poi fu nelle Scuole “nuove” aperte nel 1890 e la sua camera, presso il fornaio dell’odierna Via Borgomaneri . La Signora che l’ospitava era la Chiarina Miracoli che la poetessa chiamava ” Chiaroscura ” L’ambiente è stato ristrutturato ma sulla facciata c’è una lapide. Nel giardino del Municipio è stata collocata una statua di Ada Negri in grandezza naturale. Nel 1970 si sono fatti dei festeggiamenti per il Centenario della sua Nascita.
Molto affezionata a Motta ha scritto “Ritorno a Motta Visconti” e “Birichino di strada” ispirandosi ad un piccolo mottaiolo . Ha ricordato anche i boschi con ” le foreste di Motta Visconti” descritte nella sua Opera
Era stato preparato il Museo Negriano, rimasto aperto alcuni anni ed ora in attesa di una ristrutturazione più duratura.